IL RECUPERO
Il recupero è dato dall'insieme di modificazioni ed
aggiustamenti fisiologici che consentono all'organismo di ripristinare la
situazione di equilibrio psico-fisico (principalmente adattamenti biologici e
neuro-muscolari) che una situazione di stress (attività fisica) è andata ad
alterare. Se l'attività fisica è programmata ed eseguita correttamente questi
aggiustamenti si modificheranno in adattamenti. Esiste quindi una relazione
ottimale tra carico e recupero. A seconda dell'intensità dello sforzo il
recupero sarà più o meno lungo. L'acidosi, per esempio viene smaltita nel giro di 1-2
ore; la disidratazione in 6 ore, il ripristino delle scorte di
glicogeno richiede 1-2 giorni, mentre quello delle proteine contrattili
richiede oltre 2 giorni e addirittura 8 giorni quello degli organismi
cellulari danneggiati (mitocondri).
L'adattamento ai carichi di allenamento è un processo
che richiede un certo tempo. Se da un lato l'esercizio ed i carichi di
allenamento stressano l'organismo è proprio nel recupero che l'organismo si
adatta al carico. Questo processo avviene attraverso tre fasi ordinate:
1) riduzione delle capacità fisiche funzionali dovute
allo stress causato dall'allenamento
2) Recupero
3) super compensazione o rimbalzo super compensativo:o
semplice reazione di aggiustamento che raggiunge e migliora leggermente le
capacità fisiche precedenti all'allenamento; è importante sottolineare che
questa è una reazione di aggiustamento e non di adattamento: se l'esercizio non
viene razionalmente ripetuto (per esempio metodo di lavoro a serie di
ripetizioni) la supercompensazione si annulla. Per razionale ripetizione si
intende la ripetizione dello stimolo allenante quando il picco compensativo è
al massimo; se il lavoro è poco frequente o lo è troppo frequente
(sovrallenamento) l'adattamento non si manifesta.
Fonte: http://www.my-personaltrainer.it/
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