Visualizzazione post con etichetta Metodologia di allenamento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Metodologia di allenamento. Mostra tutti i post

mercoledì 23 gennaio 2019

Conferenza Stampa di Presentazione del Real Madrid Camp


Siamo lieti di  Comunicarvi che Lunedi 28 Gennaio alle ore 18.00, presso la sala rossa del Comune di San Severo, ci sarà la Conferenza Stampa di Presentazione del Real Madrid Camp. Interverranno i nostri responsabili della Scuola Calcio, l’Amministrazione Comunale con il Sindaco e l’Assessore allo Sport, ed inoltre ci sarà il responsabile dell’Italia Meridionale del Real Madrid Camp, Giulio Ettorre,  con una sorpresa spettacolare tutta per noi. Ci saranno inoltre le emittenti televisive provinciali e regionali.
Sono invitate a partecipare, tutte le società che vorranno collaborare con noi.
Sono invitati inoltre tutti coloro che hanno ancora qualche dubbio sull’evento.

lunedì 3 dicembre 2018

L’A.S.D. GIOVENTU’ CALCIO SAN SEVERO FA CINQUINA


L’A.S.D. Gioventù calcio San Severo se avrebbe giocato in questo fine settimana al lotto, avrebbe vinto una bella cinquina invece rimane il rullo compressore calcistico del campionato di Terza Categoria perché ha raggiunto con la vittoria di Domenica la sua quinta partita consecutiva battendo il Poggio Imperiale che  Domenica scorsa fermò il forte Monte Sant’Angelo. I ragazzi di mister Ferrara infatti battono gli avversari con un netto 4 a 1 e non per altro mettono subito a tacere l’avversario con un uno due dei suoi soliti bomber De Letteriis (definito il Leon Messi della terza categoria) e Cartanese (bomber di esperienza e di categorie superiori) il quale firma una bellissima doppietta. Chiude i conti con il bravissimo centrocampista Donatacci. Non per altro in campo si è vista solo una squadra, L’ASD Gioventù calcio San Severo che ancora una volta davanti ad una cornice di pubblico di categorie superiore fa divertire e si diverte.
Il Presidente Luigi Messinese commenta così: “E’ stata una partita che non ha avuto storia dove i nostri ragazzi stanno dimostrando di essere un gruppo di valenza non indifferente. E’ certo bisogna restare con i piedi per terra perché siamo solo all’inizio ma vincere cinque partite su cinque solo una grande squadra può farlo. Comunque da Domenica prossima per la nostra società inizia un trittico di partite che ci vedrà impegnati fuori casa con il Sammarco per poi affrontare L’Audax nel derby e si sa i derby hanno sempre un fascino particolare ed infine prima della sosta il forte Ascoli Satriano. Insomma alla fine di queste tre partite tireremo le somme e capiremo dove possiamo veramente arrivare”.
La settimana calcistica dell’ASD Gioventù calcio San Severo era iniziato con il botto, infatti i ragazzi di mister Mimmo Messinese hanno stravinto il derby contro il blasonato Alto Tavoliere San Severo per 7 a 1 ma la partita poteva finire con più gol viste le tante occasioni fatte dai ragazzi della Gioventù colpendo più volte anche pali e traverse. Invece sempre Sabato gli allievi di Gianluca Cassone hanno vinto contro il forte Candela fuori casa con un bel 3 a 2, ora i ragazzi della Gioventù in classifica raggiungono il secondo posto e anche loro non si possono più nascondere per restare nelle alte classifiche del campionato allievi. Infine la femminile di mister Ilaria Maratea ieri ha esordito in casa pareggiando contro il forte Accadia anche se il pareggio la squadra ospite lo ha raggiunto negli ultimi secondi della partita. Il mister Ilaria Maratea commenta dicendo che la partita è stata una di quelle partite strane dove si poteva fare di più anche se ho visto un gruppo unito, c’è la giocheremo fino alla fine. Credo nelle ragazze anche se le partite devi giocarle con concentrazione e determinazione fino alla fine cosa che ieri non c’è stato, comunque va bene così.

sabato 4 luglio 2015

MODELLO PRESTATIVO

MODELLO PRESTATIVO

Oggi, grazie alle nuove tecnologie esistenti, si è in grado di definire con esattezza il modello prestativo di un calciatore. 
Se per esempio prendiamo come modello di riferimento la corsa, i parametri saranno rappresentati dalla qualità e dalla quantità di corsa che il calciatore è in grado di compiere durante tutto l'arco della partita. A tale proposito è necessario tenere in considerazione le diverse caratteristiche del giocatore, il ruolo che ricopre e i movimenti che compie durante tutta la partita; questi movimenti possono essere indicati come segue:
  1. sosta
  2. cammino (4 km/h)
  3. jogging (8 km/h)
  4. corsa a bassa velocità (12 km/h)
  5. corsa a moderata velocità (16 km/h)
  6. corsa ad elevata velocità (21 km/h)
  7. Sprint (30 km/h)
  8. corsa all'indietro
Le  diverse velocità di qui sopra sono state rilevate in diverse occasioni (varie partite) e mediate tra vari giocatori. 
I portieri vengono considerati a parte, essendo un ruolo nettamente differente per la peculiarità della prestazione. 
Dall'analisi percentuale della corsa in partita, si è arrivati alle seguenti conclusioni:
  1. per il 17 % del tempo di gioco totale i giocatori stanno fermi;
  2. per il 40% camminano;
  3. per il 35% corrono a bassa velocità;
  4. per l'8% corrono ad elevata velocità;
  5. per lo 0,6% compiono sprint.
Da queste prime analisi risulta chiaro che un calciatore corre in media 10,8 km, con differenze che vanno dai 9 ai 14 km.
Se andiamo invece ad analizzare le diverse corse che si svolgono nel corso della partita, possiamo definire il calcio come una disciplina di tipo aerobico-anaerobico, ove la parte aerobica è rappresentata soprattutto dai periodi di recupero. 
I difensori e gli attaccanti percorrono all'incirca la stessa quantità di km di corsa, con una maggiore velocità ed un maggiore numero di sprint rispetto ai centrocampisti.
Gli attaccanti sono quelli che effettuano il maggior numero di colpi di testa; i difensori compiono invece più contrasti. 
Per ogni giocatore vengono fatti in media 30 passaggi e 15 intercettazioni.

Altro

I giocatori d'elite:
  1. stazionano o camminano per più della metà dell'incontro
  2. corrono di più durante il primo tempo rispetto alla ripresa, ma la distanza percorsa ad alta velocità rimane mediamente invariata
  3. svolgono più corsa ad alta velocità rispetto ai giocatori di livello inferiore.
Ma come prepariamo allora i nostri calciatori alla luce dei dati sopra descritti?
Quando parliamo di allenamento nel calcio, non possiamo fare a meno di citare alcuni autorevoli autori:
  1. Cramer, 1987: "Il miglior maestro per l'allenamento è la gara".
  2. Northpoth, 1988: "se la gara è il miglior allenamento è anche vero che un buon allenamento deve per forza avere il carattere di una gara".
Se osserviamo un giocatore durante tutta la partita, notiamo che esso compie varie tipologie di corsa: in linea, con curve, con cambi di direzione, ecc.... Ciò ci porta a dedurre che le varie esercitazioni di corsa nel calcio dovranno porre l'accento su queste caratteristiche, ovvero: corsa in linea, con cambi di senso, cambi di direzione e quant'altro. 
Il concetto tradizionale di allenamento calcistico deve essere esteso anche a tutti quei fattori che influenzano la prestazione del giocatore e che contemporaneamente incrementano lo sviluppo della prestazione nel contesto della squadra:
  1. Tecnica (capacità coordinative e capacità cinetiche)
  2. Condizione (forza, velocità, resistenza e flessibilità)
  3. Capacità psichiche
  4. Fattori di salute, costituzionali e di predisposizione
  5. Capacità tattico-cognitive
  6. Capacità sociali

Un allenamento di tipo generico "puro" dovrebbe essere applicato solo in occasione di allenamenti rigenerativi, integrativi, compensativi, ecc... 
Come accade nei giovani calciatori, anche gli adulti devono svolgere allenamenti che non siano troppo sbilanciati in nessuna direzione. Tale considerazione è spesso valida per l'allenamento della forza, ove frequentemente si privilegia il potenziamento di determinati distretti e l' incremento di determinati parametri, trascurando quello che è lo sviluppo armonico dell' organismo e la necessità di applicare con successo i miglioramenti condizionali alla pratica del gioco.

Fonte: http://www.my-personaltrainer.it/   

sabato 18 aprile 2015

PRINCIPI DI TEORIA E METODOLOGIA DELL'ALLENAMENTO: I Meccanismi alla Base della Forza

Meccanismi morfofunzionali alla base della forza

La forza si manifesta attraverso il muscolo la cui unità funzionale è il sarcomero. Il muscolo è costituito da una parte fibrosa elastica e da una parte contrattile; entrambe collaborano allo sviluppo della forza. Entrando nello specifico possiamo dire che la forza sviluppata da un muscolo dipende da: tipo di fibre (anche se la forza prodotta è tutto sommato uguale, il tempo necessario ad una fibra veloce o bianca per produrre una certa tensione è circa la metà rispetto a quello necessario alle fibre lente rosse); sezione trasversa del muscolo e sua lunghezza iniziale (ipertrofia e allungamento); capacità di reclutamento neuromuscolare (sincronizzazione, coordinazione, co-contrazione degli antagonisti).

In un ciclo di allenamento la capacità di reclutamento neuromuscolare emerge subito ed è responsabile dell'iniziale aumento di forza, solo in un secondo tempo emergerà l'ipertrofia.

Fonte: http://www.my-personaltrainer.it/    

sabato 11 aprile 2015

PRINCIPI DI TEORIA E METODOLOGIA DELL'ALLENAMENTO: I Fattori della Capacità Sportiva

I Fattori della capacità Sportiva

I fattori della capacità sportiva sono:
Ogni attività fisica prevede una fase iniziale di condizionamento:

  1. Fase di condizionamento: costruire una buona base aerobica o anaerobica a seconda della disciplina
  2. Efficienza muscolare: caratteristica molto importante anche nelle discipline aerobiche
  3. Flessibilità muscolare: utile per prevenire infortuni, migliorare la coordinazione generale, etc.
  4. Tecnica strettamente legata alla disciplina sportiva praticata.

Fonte: http://www.my-personaltrainer.it/    

domenica 5 aprile 2015

PRINCIPI DI TEORIA E METODOLOGIA DELL'ALLENAMENTO: La Supercompensazione

La Supercompensazione

La supercompensazione è alla base del principio di adattamento. L'attività fisica causa inizialmente uno stress al nostro corpo.
Il nostro organismo risponde a questo stato di affaticamento  con una reazione di aggiustamento che consente, dopo aver recuperato lo stress, di innalzare leggermente il livello di prestazione sportiva. Questa reazione tende ad esaurirsi nel corso del tempo.
Affinché queste modificazioni fisiologiche vengano sfruttate per innalzare il livello prestativo, il nuovo stimolo allenante dev'essere applicato quando il picco compensativo è al massimo. Se tale carico viene applicato prima del completo recupero si causa un ulteriore stress all'organismo con un inevitabile calo della prestazione.

La supercompensazione va via via verso l'annullamento, se si tarderà troppo ad applicare il nuovo stimolo allenante l'aggiustamento super compensativo non verrà sfruttato e non darà adattamento (che è la base per una migliore prestazione).

Fonte: http://www.my-personaltrainer.it/    

giovedì 2 aprile 2015

PRINCIPI DI TEORIA E METODOLOGIA DELL'ALLENAMENTO: Allenamento Resistenza

Allenamento Resistenza - Prove Ripetute e Corse Continue

L'allenamento della corsa continua pone le basi per adattamenti biologici; a seconda dell'intensità con cui viene svolta cambia l'utilizzo dei substrati e le finalità per cui viene praticata (capillarizzazione, rigenerazione-recupero sono caratteristiche della corsa lenta; la corsa media è invece ideale per un più efficiente metabolismo degli acidi grassi e per innalzare la capacità diresistenza; la corsa in progressione lavora sulla resistenza aerobica speciale attivando il meccanismo anaerobico senza produrre troppo acido lattico; infine la corsa lunga e lunghissima serve per economizzare il gesto e per l'utilizzo e mobilizzazione degli acidi grassi). La corsa continua di recupero va effettuata intorno all'80% della velocità di deflessione, la corsa lenta all'85% della Vd, il medio intorno al 90% Vd e la corsa in progressione dal 90% Vd alla Soglia anaerobica.
Le prove ripetute hanno invece la funzione principale di addestramento ai ritmi di gara (presuppone già l'acquisizione della condizione) attivando in maniera significativa il reclutamento delle fibre intermedie e veloci, spesso ridotte da lunghe sedute di corsa continua (aumento forza resistente).

Altro aspetto fondamentale è che questo tipo di ripetute tende ad evitare la bradicardia indotta dalla corsa continua a bassa intensità. Queste prove intervallate solitamente si eseguono intorno a + o – 3% della velocità di deflessione (in soggetti allenati) a seconda della durata.

Fonte: http://www.my-personaltrainer.it/   

giovedì 26 marzo 2015

PRINCIPI DI TEORIA E METODOLOGIA DELL'ALLENAMENTO: La Resistenza

La Resistenza

La resistenza o capacità aerobica rappresenta la quantità totale di ATP sintetizzabile dal sistema aerobico e dipende dai substrati energetici utilizzati (grassi, carboidrati) a loro volta legati alle scorte di glicogeno epatico e muscolare. A parità di ossigeno consumato bruciando carboidrati si ottiene una resa superiore a quella dei grassi. La durata di utilizzo del glucosio dipende dall'intensità di esercizio e dal grado di allenamento.

La potenza aerobica dipende a sua volta da vari fattori  (cuore, trasporto ed utilizzazione di O2, ventilazione e muscoli), quindi rappresenta un buon indice del funzionamento complessivo della macchina; in particolare il determinante principale della potenza aerobica è il VO2max . Dipende da parametri circolatori (n° di globuli rossi, emoglobina, letto capillare), dalla composizione corporea (sono naturalmente favoriti soggetti con una bassa percentuale di massa grassa) e dal patrimonio di fibre muscolari (sono favoriti i soggetti con un'alta percentuale di fibre rosse, perché molto vascolarizzate e ricche di mitocondri). Il Vo2max è in buona parte una caratteristica genetica, con l'allenamento si può migliorare solo del 50%, ciò che cambia è la percentuale di VO2max che può essere sostenuta a lungo. Diventa così essenziale la valutazione della Soglia anaerobica ( test Conconi ) che costituisce in molti casi un miglior indice di capacità di resistenza. Importante anche possedere una buona tecnica per rendere il gesto più efficace e meno dispendioso dal punto di vista energetico.

Fonte: http://www.my-personaltrainer.it/   

sabato 21 marzo 2015

PRINCIPI DI TEORIA E METODOLOGIA DELL'ALLENAMENTO: Le Capacità Coordinative

LE CAPACITÀ COORDINATIVE

Le capacità coordinative sono il presupposto per eseguire con facilità e correttezza i vari movimenti. L'allenamento di queste capacità nelle fasi sensibili (7-11 anni) consentirà una più facile acquisizione di una tecnica specifica che a sua volta permetterà la coordinazione specifica relativa al gesto specifico. Quindi la coordinazione generale pone le basi per la coordinazione fine che a sua volta pone le basi per la coordinazione specifica (utile per rendere automatici i movimenti di gara). Per questo allenare le capacità coordinative significa allenare l'allenabilità. Tre fasi nell'attività giovanile per consentire lo sviluppo armonico ed equilibrato delle cap. coordinative:
1° fase PROPOSTA DI GIOCHI SPONTANEI 
2° fase ESERCIZI E GIOCHI SEMPLIFICATI ORGANIZZATI IN MODO DA STIMOLARE CAPACITÀ + SPECIFICHE.
3° fase: ATTIVITA' SPORTIVA CODIFICATA.

Il tutto deve avere un carattere MULTILATERALE; importantissima la costruzione dell'ambidestrismo (addestramento bilaterale) che consente un miglior apprendimento della parte dominante dovuta all'effetto del transfer controlaterale.

Fonte: http://www.my-personaltrainer.it/   

sabato 14 marzo 2015

PRINCIPI DI TEORIA E METODOLOGIA DELL'ALLENAMENTO: Il Recupero

IL RECUPERO


Il recupero è dato dall'insieme di modificazioni ed aggiustamenti fisiologici che consentono all'organismo di ripristinare la situazione di equilibrio psico-fisico (principalmente adattamenti biologici e neuro-muscolari) che una situazione di stress (attività fisica) è andata ad alterare. Se l'attività fisica è programmata ed eseguita correttamente questi aggiustamenti si modificheranno in adattamenti. Esiste quindi una relazione ottimale tra carico e recupero. A seconda dell'intensità dello sforzo il recupero sarà più o meno lungo. L'acidosi, per esempio viene smaltita nel giro di 1-2 ore; la disidratazione in 6 ore, il ripristino delle scorte di glicogeno richiede 1-2 giorni, mentre quello delle proteine contrattili richiede  oltre 2 giorni e addirittura 8 giorni quello degli organismi cellulari danneggiati (mitocondri).
L'adattamento ai carichi di allenamento è un processo che richiede un certo tempo. Se da un lato l'esercizio ed i carichi di allenamento stressano l'organismo è proprio nel recupero che l'organismo si adatta al carico. Questo processo avviene attraverso tre fasi ordinate:
1) riduzione delle capacità fisiche funzionali dovute allo stress causato dall'allenamento
2) Recupero

3) super compensazione o rimbalzo super compensativo:o semplice reazione di aggiustamento che raggiunge e migliora leggermente le capacità fisiche precedenti all'allenamento; è importante sottolineare che questa è una reazione di aggiustamento e non di adattamento: se l'esercizio non viene razionalmente ripetuto (per esempio metodo di lavoro a serie di ripetizioni) la supercompensazione si annulla. Per razionale ripetizione si intende la ripetizione dello stimolo allenante quando il picco compensativo è al massimo; se il lavoro è poco frequente o lo è troppo frequente (sovrallenamento) l'adattamento non si manifesta.

Fonte: http://www.my-personaltrainer.it/   

sabato 7 marzo 2015

PRINCIPI DI TEORIA E METODOLOGIA DELL'ALLENAMENTO: Mobilità

MOBILITÀ ARTICOLARE ED ESERCIZI PER SVILUPPARLA

Per migliorare la mobilità articolare (la capacità di un soggetto di muovere una o più articolazioni con la massima escursione articolare possibile, senza alcun limite e senza dolore")  è' utile fare stretching ed esercizi dinamici. L'allungamento mantiene l'elasticità dei muscoli, prepara al movimento e favorisce il passaggio quotidiano dall'inattività all'attività impegnativa senza eccessivo sforzo. Eseguire l'allungamento prima e dopo l'attività fisica conserva la flessibilità ed è utile per prevenire traumi frequenti (periostite tibiale, tendinite, dolori alle spalle, etc..) Favorisce la sensazione di rilassamento del corpo; favorisce la coordinazione permettendo maggiore libertà e facilità nell'esecuzione dei movimenti, previene gli infortuni da strappo, favorisce la circolazione; sviluppa la consapevolezza del proprio corpo. Gli esercizi dinamici sono utili per migliorare l'ampiezza di escursione articolare.
 
MOBILITÀ ARTICOLARE SPECIALE


La mobilità articolare speciale rappresenta un fattore decisivo che influisce sulla prestazione di diversi sport. La flessibilità statica attiva (detta anche mobilità articolare speciale ) è la capacità di assumere e mantenere posizioni distese usando solo la tensione degli agonisti e degli agenti sinergici mentre sono allungati gli antagonisti. Richiede un allenamento che comprende l'ampliamento della mobilità ed il completamento della tecnica. La capsula articolare ed i tessuti connettivi ad essa associati offrono, insieme al muscolo, la maggior parte della resistenza alla flessibilità . Dunque  le limitazioni prodotte dai tessuti molli e di conseguenza la flessibilità, possono essere modificate (a volte anche di molto) dall'esercizio e dall'allenamento specifico, vista nella natura in parte elastica  di alcuni di questi tessuti.

Fonte: http://www.my-personaltrainer.it/    


martedì 3 marzo 2015

PRINCIPI DI TEORIA E METODOLOGIA DELL'ALLENAMENTO: Ritmica nella Velocità

LA CORRETTA RITMICA DI CORSA NELLA VELOCITÀ


La velocità è esprimibile da una semplice relazione che moltiplica la frequenza dei passi per la loro ampiezza. Questi due parametri sono inversamente proporzionali, cioè all'aumentare dell'uno l'altro diminuisce. Occorre dunque trovare la relazione ottimale fra questi due parametri per consentire il massimo sviluppo della velocità ricercando il punto di equilibrio frequenza-lunghezza passo alla più alta velocità possibile. La lunghezza del passo ideale da mantenere nello sviluppo della max velocità negli atleti maschili è data dalla formula :
 2.60 * lunghezza arto inferiore.

Tenendo conto della fase di accelerazione il numero ottimale di passi nei 100 metri si ottiene dividendo 100 per la lunghezza del passo precedentemente ottenuta ed aggiungendo un 10 % (moltiplico  per 1,1) dovuto alla minor ampiezza di passi in fase di accelerazione. Metodi di allenamento: per favorire l'ampiezza si lavorerà sulla forza esplosiva elastica (multibalzi, skip, potenziamento arti inf.) mentre per favorire la frequenza si svilupperà la forza reattiva elastica (corsa rapida circolare)


Fonte: http://www.my-personaltrainer.it/    

sabato 28 febbraio 2015

PRINCIPI DI TEORIA E METODOLOGIA DELL'ALLENAMENTO: La Capacità di Anticipazione

LA CAPACITÀ DI ANTICIPAZIONE


Caratteristica di tutti i giochi la cap. di anticipazione permette di attivare immediatamente lo schema idoneo alla situazione problematica (corrisponde alla intuizione-elaborazione cognitiva.) La capacità di anticipazione è strettamente correlata alla capacità di scelta dalla quale viene anticipata. Essa dipende quindi dalla ricchezza del bagaglio di movimenti già appresi in memoria. Infatti  essa comporta la rapida esecuzione di movimenti senza averli rappresentati mentalmente. Per sviluppare adeguatamente questa capacità occorre dunque sviluppare il più ampio repertorio di schemi motori possibili favorendo la massima variabilità delle situazioni ambientali in allenamento soprattutto nell'età giovanile. Ricordiamo inoltre che una successiva standardizzazione dell'allenamento porta ad impoverire questa capacità.

IL QUOZIENTE DI RAPIDITÀ

Il quoziente di rapidità è un indice usato per valutare la rapidità ciclica (di frequenza). Si fanno compiere in un tempo prestabilito ad un  soggetto una serie di appoggi a terra e si misura il tempo di contatto (tempi bipodali) ad esempio utilizzando la pedana di bosco. Questo quoziente è espresso da una semplice formula: (n° contatti/tempo di contatto) * 100. Un risultato superiore a 70 è indice di buona rapidità di frequenza (ciclica).

Fonte: http://www.my-personaltrainer.it/  

sabato 21 febbraio 2015

PRINCIPI DI TEORIA E METODOLOGIA DELL'ALLENAMENTO: Le Diverse Espressioni della Forza nelle Gare di Velocità

LE DIVERSE ESPRESSIONI DELLA FORZA NECESSARIE NELLE GARE DI VELOCITÀ

Le varie espressioni di forza da allenare sono: esplosiva, reattiva ed elastica.

Premessa: E' difficile allenare e conciliare l'allenamento per la forza e quello per la velocità perché lo sviluppo di una capacità tende ad invalidare l'altra. Può essere utile il metodo del contrasto alternando serie con carichi pesanti a serie con carichi leggeri ma molto veloci. La rapidità pura è il parametro + importante nello sviluppo della velocità. Tuttavia occorre prestare attenzione anche all'allenamento della forza. Entrano dunque in gioco diverse espressioni della forza . Dapprima interviene la forza di tipo esplosivo (forza max) utilizzata nell'appoggio e nello scarico a terra della potenza muscolare (gioca un ruolo determinante nei primi metri in cui vi è un maggiore tempo di contatto del piede). In un secondo momento nella fase lanciata interviene massicciamente la cosiddetta Forza Veloce, quella capacità cioè caratterizzata da una forza di tipo elastico-reattivo. Riagganciandosi al discorso iniziale possiamo dire che la forza esplosiva è strettamente collegata alla forza massima, mentre la forza reattiva elastica e' più legata alla rapidita' ciclica.

Fonte: http://www.my-personaltrainer.it/  

sabato 14 febbraio 2015

PRINCIPI DI TEORIA E METODOLOGIA DELL'ALLENAMENTO: Fasi Caratterizzanti le Gare di Sprint

FASI CARATTERIZZANTI LE GARE DI SPRINT

FASE DI REAZIONE: il cui limite fisiologico è il passaggio dello stimolo nella rete nervosa e la formazione del segnale efferente (reazione semplice). Questo determina il tempo di latenza;
FASE DI ACCELERAZIONE: passaggio dalla velocità 0 alla velocità massima. Avviene nei primi 40-50 m. (Caratterizza tutte le espressioni di rapidità); è la fase maggiormente sensibile alla forza perché avviene contro resistenze elevate e implica un maggior tempo di contatto del piede a terra.
FASE DI STABILIZZAZIONE (DI MANTENIMENTO della velocità massima); gioca un ruolo prevalente la forza elastico reattiva.

Esiste anche una 4^ fase che è la FASE DI CALO DELLA RAPIDITA' che avviene quando si consuma tutta l'energia preformata (CP,ATP), quindi si attiva il meccanismo glicolitico che è meno potente di quello anaerobico (resistenza lattacida).

Fonte: http://www.my-personaltrainer.it/  

sabato 7 febbraio 2015

PRINCIPI DI TEORIA E METODOLOGIA DELL'ALLENAMENTO: Il Metodo di Lavoro a Contrasto

IL METODO DI LAVORO A CONTRASTO

Il metodo a contrasto è stato ideato per conciliare l'allenamento della forza a quello della rapidità. Esistono due diverse tipologie di lavoro: contro tra le serie in cui si alternano serie con carichi pesanti a serie con carichi più leggeri e contro nella serie in cui si alternano carichi pesanti a carichi leggeri nella stessa serie. Queste tipologie di esercizio servono per stimolare maggiormente il sistema neuro muscolare: il carico maggiore comporta un'esecuzione più lenta dell'esercizio mentre il carico minore stimola la velocità di esecuzione, in questo modo si possono conciliare l'allenamento della forza e della velocità.

Fonte: http://www.my-personaltrainer.it/  

sabato 31 gennaio 2015

PRINCIPI DI TEORIA E METODOLOGIA DELL'ALLENAMENTO: Caratteristiche delle Esercitazioni di Forza nelle Attività di Resistenza

CARATTERRISTICHE DELLE ESERCITAZIONI DI FORZA NELLE ATTIVITÀ DI RESISTENZA
Gli atleti resistenti per allenare la forza attuano il METODO DEGLI SFORZI RIPETUTI nel quale si va oltre i 12- RM (molte serie, lavoro estensivo). Questo metodo serve per la formazione della forza, per formare il tessuto muscolare, ad attivare il metabolismo energetico e ad irrobustire le strutture che supportano il lavoro (tendini, legamenti). Tutto questo può essere utile a livello strettamente prestativo in caso di arrivo allo sprint e ad evitare infortuni. Si fanno così  esercizi per il miglioramento dell'efficienza muscolare mantenendo o acquisendo fibre veloci di tipo IIa (con attività glicolitica).

Questi esercizi possono utilizzare il solo carico naturale (solo il peso del corpo). Esempi: corsa balzata, rana, andature con flessioni, ripetute in salita. In questo modo il muscolo crescerà meno e più lentamente ma la sua crescita sarà più stabilizzata e si eviterà che le fibre veloci consumino troppo glucosio. Questa tipologia di esercizi è anche utile per aumentare il differenziale tra Fc min e Fc max, quindi per limitare la tendenza alla bradicardia.

Fonte: http://www.my-personaltrainer.it/ 

mercoledì 28 gennaio 2015

PRINCIPI DI TEORIA E METODOLOGIA DELL'ALLENAMENTO: Andamenti centrali e periferici dall'Attività Aerobica


A livello centrale crescono le cavità cardiache cioè il volume del cuore cresce, e aumenta la consistenza delle pareti cardiache ( forza propulsiva). Tutto ciò porta ad un aumento della capacità contrattile e ad un maggior volume di gittata sistolica.  La frequenza cardiaca minima proprio per l'aumento delle cavità cardiache tende ad abbassarsi. La frequenza cardiaca massima invece tende a rimanere costante, anzi, se non si ricorre a metodi di allenamento adeguati (corsa ripetuta) che stimolino la Fc max si ha tendenza a bradicardizzare). A livello periferico cresce il numero di capillari e aumenta la densità mitocondriale, il VO2 max cresce di poco con l'allenamento, ciò che cambia è la sua percentuale di utilizzo, le fibre muscolari si arricchiscono di mioglobina, mitocondri e ottimizzano il proprio letto capillare.

Fonte: http://www.my-personaltrainer.it/